Don Fogg

Possiamo dire che il Maestro forgiatore Don Fogg è una leggenda nel mondo della produzione di coltelli. Don, uno dei fabbri e coltellinai più apprezzati al mondo, ora dedica la maggior parte del suo tempo all'insegnamento e alla produzione di coltelli occasionali.
Fogg si trasferì dal New England per aprire un negozio nelle zone rurali di Jasper, nell'Alabama, per stare vicino al suo amico e mentore, Jimmy Fikes. Ha anche aiutato il fatto che il costo della vita dell'Alabama fosse più attraente e il clima più invitante di quello del New England. 
Nel 1981 ha ricevuto l'accreditamento Master Bladesmith dall'American Bladesmith Society superando un test difficile e completo
Don Fogg è tra i grandi Maestri della coltelleria custom. Ha iniziato la sua carriera professionale nel 1979, quando ha partecipato al suo primo spettacolo a Birmingham, Ala. Prima di allora Fogg gestiva il proprio negozio di fabbro, ma era sempre interessato alla lavorazione delle spade. Stima che oggi ci siano meno di una dozzina di fabbri di spade professionisti che lavorano negli Stati Uniti. Dalle ricerche  su Internet si può trovare  facilmente centinaia di coltellinai, ma pochi fabbri forgiatori di spade. L'ovvia ragione di questa piccola popolazione di spadaccini è la domanda limitata e la grande difficoltà nella realizzazione di una spada. 
Fogg costruì la maggior parte delle proprie attrezzature per il trattamento termico e la forgiatura, inclusa una pressa idraulica da 20 tonnellate. Per i suoi manufatti utilizza anche torni, frese, trapani a colonna, seghe a nastro e smerigliatrici. Tuttavia, questi elettroutensili li usa con parsimonia. Il suo lavoro principalmente è manuale. La maggior parte del lavoro viene fatto a mano con raschietti e pietre.
 

Durante gli anni ’80 e ’90, due dei più grandi artisti mondiali della produzione di coltelli, Don Fogg e Murad Sayen, si sono uniti per creare alcuni dei coltelli artistici più straordinari mai concepiti. La piccola quantità di lavoro che hanno fatto insieme è stata chiamata Kemal.

Questi straordinari coltelli unici sono apparsi in quasi tutte le principali pubblicazioni di coltelli e sono stati anche immortalati in diversi libri tra cui "Points of Interest" di Jim Weyer
Potete vedere la collezione sul mio blog
https://www.mimportaunasegapuntozeb.com/2022/01/26/don-fogg-e-murad-sayen/
 
Don ormai da tempo ha deciso di non frequentare più mostre, manteneva contatti con le tante persone che lo seguivano attraverso il suo forum di forgiatura e con il sito personale. 
I lavori di Fogg subiscono molto l' influenza delle lavorazioni di gioiellerie. Le sue finiture impeccabili, linee pulite, lucidature ai massimi livelli, spesso l' uso di materiali costosi. Questo è quello che contraddistingue Fogg dai tanti forgiatori dove spesso le finiture passano in secondo piano.
Il suo logo è un pin in oro. Anche questa una "chicca" che lo contraddistingue e lo rende unico.

James Crowell. Gli albori del competition

James Crowell iniziò a produrre coltelli a Mountain View nel 1980.

Prima di iniziare l’ attività di fabbro e coltellinaio era un meccanico di automobili a  Bryn Mawr, Pennsylvania.

Diventa Master Bladesmith dell’American Bladesmith Society nel 1986 ed è stato certificato come primo padre non fondatore. Riconosociuto poi come Istruttore per l’American Bladesmith Society (ABS).

Jim è un membro della  Bill Moran School di Bladesmithing al Texarkana College e insegna con corsi e seminari di forgiatura “Hammer-Ins”. Il suo impeccabile lavoro, considerato da molti tra i migliori coltelli forgiati a mano. I suoi coltelli sono stati pubblicati su tutte le riviste del settore e sono molto ricercati dai collezionisti in tutto il mondo.

Crowell ha  vinto molti premi tra cui la prima American Bladesmith Society Bill Moran.

Coltello dell’anno, il miglior coltello forgiato di Blade Magazine ed è’ stato il vincitore di numerosi American Bladesmith Society Concorsi di taglio. Jim ha vinto il primo campionato del mondo Concorso di taglio ABS nel 2003(Blade sport) al Blade Show di Atlanta, Georgia.

Specializzato in bowie fighter ed hunter principalmente realizzati con carbon steel e damasco da lui prodotto. Il suo logo è una stella cadente.

Riconosciuto anche nella Hall of Fame presso l’ Historic Arkansas Museum di Little Rock.

Crowell tiene anche corsi presso l’Arkansas Craft School di Mountain View

Il mitico coltello Browning Competition è stato progettato in un lavoro congiunto  tra James Crowell e Reggie Barker. Un coltello storico agli albori del blade sport. Full tang, 10 pollici di lama in acciaio al carbonio e manico in micarta

Mel Pardue

Comincia a realizzare i suoi primi coltelli nel 1957. La maggior parte erano fatti da vecchi lame per seghe a taglio trasversale. Erano coltelli da caccia a lama fissa.

In quel periodo lavorava per uno studio di ingegneria a Mobile, AL continua per cica 11 anni a fare coltelli nel tempo libero, poi nel 1968 gli viene  offerto un lavoro a Tampa, FL. Dove rimane fino 1973. Quì costruisce una casa con annesso il  laboratorio di coltelli sul retro dove può dedicare più tempo alla fabbricazione di coltelli e disporre dell’attrezzatura necessaria per la sua attività che passerà un pò alla volta full time. Per il momento l’ attività di knifemaker resta part-time fino a quando non incontra Frank Cenrtofante, un noto coltellinaio di quel momento (tutti sappiamo l’ importanza di Centofante nella coltelleria moderna). Pardue e Centofante diventano amici e Centofante incoraggia ed   invita Mel a unirsi alla American Knifemakers’ Guild dove nel 1974 ne entra a dar parte e negli anni successivi Centofante segue per il periodo di prova incoraggiandolo ed aiutandolo a perfezionare la tecnica.

Pardue scriverà:”Non c’è modo che io possa ripagare Frank per tutto l’aiuto e l’incoraggiamento che mi ha dato”.

Nel 1976 supera gli esami della Guild e diventa  membro votante (voting member

 Nel 1978  lascia il lavoro nel settore dell’ ingegneria si trasferì a Repton, Al. e

diventa coltellinaio a tempo pieno.

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Dal 1974 ha partecipato a tutti gli show della American Knifemakers’ Guild

e ha fatto parte per 14 anni del direttivo dell’ associazione per diversi anni è stato anche vice presidente della AKG

Inizia una lunga collaborazione come designer di coltelli. Negli ultimi 24 anni ho lavorato con Benchmade  uno dei modelli più famosi Griptilian e  Mini Griptilian, Stimulus, Hunter.

Ha fatto corsi per knifemaking al Batson Blade Symposium per oltre 20 anni.

In questo periodo ha anche insegnato alla scuola dell’American Bladesmith Society (ABS)

Oltre a queste attività teneva corsi di insegnamento nel suo laboratorio a Repton per nuovi knifemakers.

Della sua quarantennale attività possiamo dire che Pardue è considerato uno dei pionieri del coltello personalizzato “tattico.

Mel è stato il primo a creare attività di collaborazione tra il mondo custom e la coltelleria industriale. Dopo di lui molti coltellinai crenderanno contatti con aziende di coltelli ed inizieranno attività di collaborazione con queste. Cosa ancora oggi molto frequente vedere

La cosa che colpisce di questi grandi artisti è la disponibilità ad insegnare, a tramandare le tecniche a nuovi appassionati, a non avere segreti o gelosie. I grandi maker oltre a sapere fare coltelli devono sapere insegnare e tramandare le conoscenze

Mel muore il 24 gennaio 2022

EN

Mel Pardue

He began making his first knives in 1957. Most were made from old cross-cut saw blades. They were fixed blade hunting knives.
At that time he was working for an engineering firm in Mobile, AL he continued for about 11 years to make knives in his part time, then in 1968 he was offered a job in Tampa, FL. Where he remains until 1973. Here he builds a house with an adjoining knife workshop at the back where he can devote time to the manufacture of knives and have more of the equipment necessary for his activity, which he will spend a little full time. At the moment the knifemaker activity remains part-time until he meets Frank Centrtofante, a well-known
cutler of that time (we all know the importance of Centofante in modern cutlery). Pardue and Centofante become friends and Centofante encourages and invites Mell to join the American Knifemakers’ Guild where in 1974 he joins it and in the following years Centofante follows for the trial period encouraging and helping him to perfect the technique.
Pardue will write: “There is no way I can repay Frank for
all the help and encouragement he has me. “
In 1976 he passed the Guild exams and became a voting member (voting member
In 1978 he quit his engineering job and moved to Repton, Al. E
becomes a full-time cutler.
Since 1974 he has participated in all the shows of the American Knifemakers’ Guild
and for 14 years he was a member of the board of the association for several years he was also vice president of the Guild.
He starts a long collaboration as a knife designer for Over the past 24 years I have been working with Benchmade one of the most famous Griptilian and Mini Griptilian models, Stimulus, Hunter.
He has been doing knifemaking courses at the Batson Blade Symposium for over 20 years.
During this time he also taught at the American Bladesmith Society (ABS) school.
In addition to these activities he held teaching courses in his laboratory in Repton for new cutlers.
Of his forty years of activity we can say that Pardue is considered one of the pioneers of the “tactical” personalized knife.
Mel was the first to create collaborative activities between the custom world and industrial cutlery. After him many cutlers

What is striking about these great artists is their willingness to teach, to pass on the techniques to new enthusiasts, to have no secrets or jealousies.

Mel died on January 24, 2022


“Mel helped us usher in an era of collaboration with custom knife manufacturers that continues to inspire the industry decades later.

Hill Pearce from Alabama

Hill ha realizzato fucili a polvere nera decorati prima di dedicarsi alla fabbricazione di coltelli, ha forgiato damasco sotto il compianto membro dell’AKI Sid Bert, ha vinto il premio annuale “Wooden Sword” di Knives nel 1984 con Bob Lum.

Era un caro amico e co-tableholder di Jim Schmidt. Hill cessò la sua attività di knifemaker intorno al 1990-1992.

Il suo lavori non sono noti a molti, ma tutti i Maestri dei “vecchi tempi” sono ben consapevoli dei suoi talenti e delle qualità dei suoi coltelli.

Amava i manici sottili (era una caratteristica dei suoi coltelli) che diceva, li rendevano agili  in  mano. ” He said it ‘rocks’ in the hand lightly, you DON’T want to grip it hard if you were actually *fighting*.

Altre caratteristiche distinguibili nei suoi coltelli erano i

filework molto profondi in modo da essere visti oltre che da sopra anche lateralmente

e gli Spanish notch

I suoi logo erano incisi a mano, per questo nei suoi coltelli il marchio risulta spesso leggermente diverso tra un coltello e l’ altro

I coltelli di Hill erano semplicemente FANTASTICI nel flusso visivo. Guardando un suo coltello la fluidità dello sguardo non è mai disturbata da nessun particolare, da nessun tratto che spezza il movimento degli occhi. Puoi partire dalla punta della lama e scorrere con lo sguardo tutto il coltello fino alla fine del manico e pai trovare un elemento di disturbo, una interruzione del tratto

Dan Piergallini e Jim Cooper aka SharpByCoop sono stati coloro che dopo l ‘ interruzione dell’ attività di Hill hanno ricercato e riportato nelle collezioni importanti i suoi coltelli

Dopo il ritiro dal mondo della coltelleria Hill comprò una casa in aperta campagna con 20 acri di terra. Nessuna televisione, ne computer, solo un telefono

Quì si dedicava alle sue passioni: la scrittura,  sparare con i fucili e suonare la chitarra.

Al momento non sono riuscito a reperire informazioni più recenti. Se leggendo trovate imprecisioni o avete altri elementi da integrare sarò ben felice del vostro contributo

Grazie

Jim Kelso

Schizzo di vita 2018

Jim Kelso ha iniziato la sua carriera artigianale/artistica nel 1970 studiando costruzione di barche al Seattle Community College. Dopo aver acquisito abilità nella lavorazione del legno, iniziò presto a costruire strumenti musicali a corda, concentrandosi sull’ornamento e sviluppando le sue abilità nell’intaglio e nell’intarsio. Nel 1974 inizia a studiare l’incisione su metallo, applicata a parti di banjo, e successivamente armi da fuoco, coltelli e spade e altri oggetti.

Questa base in abbellimenti qualificati è sbocciata in un’espressione più artistica con l’introduzione di Jim all’arte giapponese, in particolare alla lavorazione dei metalli, nel 1981. Kelso ha così ricevuto due borse di studio per arte del metallo e del legno in Giappone nel 1988 e nel 1997. Lì ha incontrato molti dei migliori artigiani/artisti del metallo e del legno, incluso il suo insegnante di metallo principale Sakai Masaichi (Toshimasa). Sempre nel 1988 Kelso è stato onorato di essere incaricato di impugnare una spada in collaborazione con Yoshindo Yoshihara, un importante fabbro giapponese, conosciuto anche in Italia per i suoi seminari fatti anni fa a Scarperia.

Intorno al 1985 Jim iniziò a progettare e produrre netsuke, gioielli e scatole in metalli preziosi, leghe giapponesi e smalti, fondendo tecniche ed estetiche giapponesi ed europee. Questo ha iniziato un periodo gratificante di esibizione in fiere di artigianato di fama nazionale, tra cui lo Smithsonian Craft Show e il Philadelphia Museum Craft Show, vincendo il primo premio nel 1995.

Il lavoro di Jim ha ottenuto premi in mostre nazionali e internazionali tra cui il Philadelphia Museum of Art Craft Show, l’Art Knife Invitational, il Paris Custom Knife Show e il Knifemakers’ Guild Show.

Mentre la sua carriera si sviluppa, Jim continua a esporre e ad essere collezionato ampiamente negli Stati Uniti, in Europa e in Asia. In particolare, il suo lavoro è stato acquisito dalla Renwick Gallery dello Smithsonian e dal Museo Kiyomizu-Sannenzaka di Kyoto, dove i suoi pezzi sono stati esposti insieme ai maestri della lavorazione dei metalli Unno Shomin e Shoami Katsuyoshi.

Collezioni degne di nota con il suo lavoro includono la Renwick Gallery of the Smithsonian, HIH Princess Takamado, Fleur Bresler, Eugene & Shirley Cordes, Thomas Edson,

Robert Kinsey, David Mamet, Laurence & Marlene Marton, Valter Somaschini e Sylvester Stallone.

Kelso ha tenuto conferenze e dimostrato presso il Freer/Sackler of the Smithsonian, il Boston Museum of Fine Arts, il Colorado Metalsmiths, la Society of North American Goldsmiths e l’International Netsuke Society, nonché in numerose sedi regionali. Il suo lavoro è stato descritto in e sulle copertine di molti libri e periodici.

La continua ricerca e lo studio di nuove tecniche e forme di Jim lo hanno portato al suo attuale obiettivo di realizzare scatole, vasi, sculture e kenbyo (schermi di visualizzazione) in legno, metallo e materiali speciali, il tutto con l’obiettivo di esprimere il suo amore per la natura divina.

Dichiarazione dell’artista

In mezzo al caos e alla fretta della cultura moderna, la vita è piena di bellezza e mistero se solo riusciamo a trovare un tempo, un luogo e un metodo per calmare le nostre menti. Trovo spesso quei momenti mentre girovago o mi siedo in un luogo appartato e rigenerante nei boschi.

Vicino a casa mia, nel nord del Vermont, ci sono molti luoghi fisicamente belli con cascate d’acqua, alberi e formazioni rocciose. A volte è presente anche qualche elemento impossibile da descrivere. È una presenza sentita, luminosa, palpabile come qualsiasi oggetto fisico. È in tali luoghi che la mia mente può rilassarsi ed essere in sintonia con la Natura nei minimi dettagli e, a sua volta, con il Potere Creativo oltre le mutevoli forme esteriori.

È la sensazione ineffabile di questi momenti che desidero trasmettere attraverso il mio lavoro, indipendentemente dal mezzo, dalle tecniche, dalla scala o dallo stile. La mia immaginazione emerge sempre più come il mio più grande alleato e, se avrò successo, il mio lavoro stimolerà un senso di connessione con il mondo naturale in coloro che lo vedono.

Molte volte è la più semplice relazione o giustapposizione di elementi di design che è la più bella o evocativa, come spesso si trova nell’arte giapponese. Inoltre, come i giapponesi, abbraccio la totalità della natura, compresa l’effimero, il decadimento, la morte, la familiarità e la semplicità, nonché gli ideali più convenzionali di bellezza, armonia ed equilibrio.

Louie Mills and J. Kelso

Mi piace creare oggetti facili da impugnare e maneggiare. Penso che questa scala intima e la qualità tridimensionale aiutino sia me stesso che lo spettatore a focalizzare la nostra attenzione e, in una certa misura, ad entrare in un mondo diverso.

Don Fogg e Murad Sayen

In questi giorni ci ha lasciato Jim Weyer uno dei più grandi fotografi di coltelli. Tra i suoi libri più famosi”Knives: Points of Interest” in più volumi.In uno di questi documentò anche il grande lavoro artistico tra Don Fogg e Murad Sayen. Una collaborazione storica tra due grandi artisci. La piccola produzione venne chiamata Kemal.

Tra questi coltelli resta nella storia Quillion Ha una superba lama di Damasco forgiata dal Maestro Don Fogg, insieme a una guardia in acciaio intagliato e al manico in zanna di tricheco dell’artista Murad Sayen. L’ incisione del manico è notevole quanto la qualità del tricheco fossile stesso: semplicemente incredibile! Notare anche gli opali di cristallo di fuoco usati come occhi per i Gargoyle che si trovano a ciascuna estremità della guardia.

Video

Ron Appleton

Presentazione del suo sito: “Benvenuti nel mio sito web. Grazie per l’opportunità per me di presentarvi alcune delle mie creazioni. I meccanismi sono la chiave dei miei coltelli. Ogni coltello è costruito e creato attorno al meccanismo. I meccanismi che uso nei miei coltelli sono unici nel mondo della produzione di coltelli. Alla fine ho 29 diversi meccanismi, comprese le variazioni di un tema. La cura speciale per la vestibilità e la finitura, le tolleranze e i dettagli sono cose di cui vado orgoglioso. Cerco costantemente di migliorare e semplificare dando uguale peso a forma e funzione. Le persone di solito mi dicono che finché non maneggiano e azionano i miei coltelli, non possono essere veramente apprezzati. Realizzo tutti i miei coltelli e ogni parte di ogni coltello ad eccezione dei cuscinetti a sfera e di alcune molle elicoidali. Tutti i miei coltelli sono realizzati con le mie sole mani utilizzando strumenti e macchinari manuali azionati manualmente. Non ho alcuna attrezzatura CNC. Sono membro di Art Knife Invitational®, AKI®, dal 2005.”

Thank You,
Ron Appleton

Eric R Eggly, PointSeven Studios

Joe Keeslar Maestro del brut de forge

Keeslar si definisce "fabbro, forgiatore, scultore, intagliatore del legno, incisore, metallurgista, e creatore di utensili e stampi". È anche un armaiolo, un artista del cuoio e un raffinato orafo, ed è autore di tre libri sull'arte della costruzione dei coltelli. "Ognuno di questi mestieri richiede abilità che sono integrate dalle altre", afferma Keeslar.

Joe Keeslar è nato a Fort Wayne, nell’Indiana, all’inizio del 1941. Dopo un periodo nei Marines degli Stati Uniti, si iscrive alla Murray State University conseguendo la laurea in educazione artistica industriale. Contemporaneamente studiava le tecniche di lavorazione del legno e metallo. Per i successivi 23 anni insegnò arti industriali in una scuola superiore locale mentre costruiva coltelli e fucili a pietra focaia durante le sue ore libere.

“Sono un armaiolo in fondo”, dice, “e costruivo coltelli custom per passione. Ma mentre un fucile richiedeva dai quattro ai sei mesi per essere completato, i coltelli richiedevano la stessa tecnologia di base ma impiegavo molto meno tempo. Presto ottenne  più notorietà dalla produzione di coltelli e così diventò coltellinaio full time.

 Nel 1972, ha acquistato una capanna fatta di tronchi secolare al confine tra Kentucky e Tennessee, l’ha smontata e rimontata nella sua casa di Almo, nel Kentucky, nella contea di Calloway. Keeslar inizialmente creò il laboratorio  per ospitare la costruzione di fucili a pietra focaia poi si  dedicò alla forgiatura dei coltelli. Sebbene oggi Keeslar lavori in un negozio più grande e moderno, i suoi metodi rimangono tradizionali. Raramente utilizza per la forgiatura una forgia a propano, ancora preferisce lavorare con una forgia a carbone.

L’interesse di Keeslar per la lavorazione delle lame è cresciuto in modo esponenziale quando ha incontrato il leggendario coltellinaio Bill Moran alla fine degli anni ’70. In un meeting di forgiatura in Arkansas, Moran dimostrava le tecniche di forgiatura del Damasco

Keeslar è stato colpito da questo. Tornò a casa e iniziò a forgiare le sue lame di Damasco. “Non è stato così facile come Bill ha fatto sembrare”, dice, ma presto anche Keeslar diventò molto abile nella forgiatura del damasco. Più tardi, lui e Moran, uno dei quattro fondatori della prestigiosa American Bladesmith Society, divennero amici intimi. Keeslar entrò a far parte dell’ABS nel 1985 e sei anni dopo Bill lo volle  nel consiglio di amministrazione. Da quel momento, Keeslar ha ricoperto la carica di presidente due volte ed è rimasto nel consiglio ABS per 25 anni.

Una delle caratteristiche più distintive del lavoro di Keeslar è l’intarsio elegante e finemente dettagliato in filo d’argento. Nel corso del tempo, ha sviluppato il proprio sistema per bloccare il pezzo in posizione. Usava  una palla da bowling con parte della sfera tagliata e appiattita per ospitarla ed inserirla in  una morsa. L’ attrezzo inventato da lui venne poi usato da molti incisori negli anni a venire

La tecnica del riporto del filo di argento è basilare nei suoi manici. Utilizzava  svariati tools con piccoli scalpelli fini e di varie larghezze e incastonava nei manici il filo di metallo.

Keeslar ha anche introdotto uno stile unico di fabbricazione dei coltelli. Il “Brut de Forge”, che tradotto vagamente dal francese  “grezzo e incompiuto”. Implica la forgiatura rapida, ma precisa, di lame, generalmente ricavate da vecchie lime. La finitura finale  non passa attraverso la lucidatura finale. Spesso si evidenziano sul piatto di lama ancora i segni del martellamento del pezzo incandescente evidenziando così una guida visiva di come le lama veniva creata . Insegnò questa tecnica in tutto il paese e nel mondo. In realtà il termine francese “brut de forge” non è chiaro se sia stato coniato da Keeslar o da altri forgiatori come Bernard Bertolus ed Henri Viallon. Certamente Keeslar per la sua fama mondiale ha influito molto allo sviluppo di tale tecnica. Del resto Keeslar ha subito anche l’ influenza della coltelleria del centro europa in particolare di quella francese e belga

Il suo stile di coltello preferito, che ha amato fin dall’infanzia, è la lama della leggenda, il Bowie. Keeslar  era uno studioso di storia, e rimarca  che questo tipo di coltello, che tendiamo a pensare come unicamente americano, può essere fatto risalire nei secoli  alle corte spade degli antichi fanti romani.

Molti artigiani tendono a non svelare le loro tecniche di lavorazione sui loro metodi; Keeslar è l’antitesi. Si diverte sinceramente a condividere le sue conoscenze in tutti gli aspetti della costruzione dei coltelli. Il suo insegnamento va oltre i video di YouTube e le lezioni nei work shop. Sotto l’egida dell’ABS, ha scritto e pubblicato tre eccezionali libri illustrativi splendidamente illustrati che spiegano  ogni dettaglio della sua arte, dalla lavorazione di lame, guardie e manici, alla creazione di bellissimi foderi, alla tecnica del Brut de Forge.

Nel corso degli anni, la fama di Keeslar si è diffonde all’estero. Sua moglie, Suzanne, era una professoressa universitaria francese che dirigeva un programma di studi estivi in ​​Francia. Negli anni successivi, Keeslar si trasferì in Francia dove incontrò una fiorente comunità di coltellinai nella città di Thiers.. “Thiers è stato il centro di posate e coltelli della Francia dal 14° secolo”, spiega, “e i produttori erano molto aperti all’apprendimento di nuovi modi di fare le cose. Questa è la missione dell’ABS, e la missione anche di Keeslar”.

Per 25 anni, Keeslar ha fatto dimostrazioni di forgiatura ed esposto i suoi coltello al Thiers Knife Show, mostra ancora oggi di fama internazionale. In cambio del suo contributo alla produzione di lame francese, divenne l’unico americano ad essere nominato membro onorario dell’élite Confrérie du Couteau de Thiers, un’antica società dedita alla forgiatura delle lame.

Keeslar ha sostenuto con entusiasmo la creazione di scuole di forgiatori collegate con l’ ABS in diversi stati americani  e all’estero, tra cui Belgio e Sud Africa. Oggi lui e Suzanne hanno una residenza estiva in Borgogna.

Durante la sua lunga carriera, Keeslar è stato descritto in numerose pubblicazioni e ha ottenuto alti riconoscimenti. Nel 2013, è diventato il primo coltellinaio a ricevere l’esclusivo Premio Aldo ed Edda Lorenzi, “Premio per la dedizione nell’insegnare e guidare i colleghi coltellinai nell’arte di creare coltelli”. Tre anni dopo, l’ABS gli ha conferito l’American Bladesmith Society Exceptional Lifetime Achievement Award, “in riconoscimento della sua devozione disinteressata e del servizio esemplare all’American Bladesmith Society e al mondo dei coltelli custom e per il suo costante supporto e guida di questa eccezionale organizzazione che  ha così incrollabilmente sostenuto per un quarto di secolo”.

Nessun onore, tuttavia, è più prestigioso del premio ricevuto al Blade Show di Atlanta, il più grande della nazione, a giugno. Blade Magazine, la “bibbia” di coltellinai, collezionisti e appassionati, seleziona annualmente uno o due coltellinai da inserire nella sua Cutlery Hall of Fame, e Keeslar è stato inserito in una cerimonia durante lo show. Come descritto, “La Blade Magazine Cutlery Hall of  Fame è il più alto riconoscimento del pianeta per le persone che dimostrano contributi eccezionali nel mondo della coltelleria”. Scrive uno dei sostenitori di Keeslar a Blade, Keeslar “ha fatto più per l’ABS di qualsiasi persona oltre al defunto Bill Moran”. Un altro afferma che Keeslar “è il coltellinaio più importante negli Stati Uniti che ha portato  l’attività dei forgiatori in Europa”.

Dopo aver trascorso più di mezzo secolo alla fucina, Keeslar ha rallentato la sua attività a causa di un problema di salute.

Nel maggio 2016 ebbi l’ onore ed il piacere di incontrarlo, insieme a sua moglie allo show di Thiers. Un emozione difficile da dimenticare….

Logan Pearce .Trasformare chiavi inglesi in coltelli

Logan Pearce è un fabbro di terza generazione.

Logan rilevò l’azienda di famiglia quando suo nonno Perry morì il  22 agosto 2005.

Suo nonno, Perry Pearce, iniziò a produrre coltelli negli anni ’70. Negli anni ’80, Perry entrò nella  l’American Bladesmith Society sotto la guida di Jerry Fisk e Greg Neely




Ma torniamo a Logan, il nipote….




All’età di 12 anni ha iniziato a realizzare damasco.
 Logan Pearce porta avanti la tradizione di famiglia di creare coltelli da oggetti di uso quotidiano. Pearce meglio conosciuto per la creazione di coltelli creati e donati ai   presidenti degli Stati Uniti d’America, leader stranieri.

Logan è riconosciuto per avere inventato la creazione di coltelli da chiavi inglesi, coltelli da bulloni, coltelli da ferri di cavalli e molti altri che hanno ispirato migliaia di produttori a dedicarsi alla produzione di coltelli. Questa tipologia è stata chiamata Remnant

Logan è il primo coltellinaio americano a fare la filigrana russa sui coltelli ed è solo 1 dei 6 coltellinai al mondo capace a farlo.

Logan è anche il creatore del “Sharpest Man Contest”, una competizione di taglio bowie, in cui i produttori mostrano le prestazioni dei loro coltelli.

I suoi coltelli sono stati usati sullo schermo di tutto il mondo in oltre una dozzina di film e videogiochi. Logan ha lavorato con Disney, Ubisoft, EA, Warner Bros., Columbia Pictures e Bethesda Game Studios.

Nel 2017, Logan è diventato il promotore della mostra in   Arkansas.

James Jim Schmidt – Il gigante buono –

Ha cominciato a fare i suoi coltelli con il metodo di asportazione ( stock removal) ancora prima del 1975. Poi conobbe Bill  Moran. Moran, guardando i coltelli di Schmidt gli disse:

“Tu hai tanto talento e fantasia per fare coltelli in stock removal, devi fare il forgiatore.”

E così Jim cominciò la sua attività di forgiatore.

Oltre a realizzare meravigliosi coltelli, Jim era meglio conosciuto come uno dei primi maestri di Damasco e un mentore di molti ottimi fabbri di lame attuali, tra cui Barry Davis e Dellana, Steve Schwarzer solo per citarne alcuni




I suoi coltelli sono sempre fatti interamente da lui compreso incisioni
Jim Schmidt è stato uno dei coltellinai più influenti e ammirati di sempre. Ha insegnato a molti coltellinai prima della sua morte nel 2000.

Artista a tutto tondo, forgiatore, coltellinaio, pittore. Nei suoi disegni si può anche ritrovare l’ ispirazione ai Goblin che poi riprenderà sui suoi coltelli.

‘Goblin’ è un genere di coltelli reso popolare dal noto maestro Jim Schmidt. Questi coltelli sono realizzati con corna di cervo dove nella rosetta posteriore veniva inciso un volto: il Goblin. Personaggi di fantasia

I Goblin li troveremo poi in seguito sui coltelli di  Larry Fuegen.

Famose anche le incisioni di Schmidt  sui manici come lo snake knives.

Jim ha ricevuto premi e menzioni in tutto il mondo

Best damascus Moran Award

Sicac

Handcrafted Beretta

ECCKS

 e molti altri

Varie le collaborazioni con Dellana




Francesco Pachì ha scritto un bellissimo  libro  che vi consiglio caldamente. Uno stralcio dal suo libro:
 
Jim Schmidt era uno straordinario coltellinaio e, oltre a questo, un uomo straordinario.
Rifiutando di accettare il mondano o l’ordinario, ha dedicato la sua vita di artista alla ricerca della migliore qualità, funzionalità e finitura Forma e funzione. Jim ha utilizzato per i suoi coltelli solo i migliori materiali naturali  per le impugnature e il suo impeccabile acciaio Damasco.
Il suo corpus di opere testimonia gli alti ideali che Jim ha difeso, inclusa la sua forte convinzione nel concetto di paternità esclusiva.
Jim è stato un padre, un mentore, un artista e un modello per molti nella comunità dei coltellinai e nella vita. Sempre pronto ad aiutare gli altri, a condividere le conoscenze con coloro che sono sinceramente interessati a migliorare le proprie abilità di coltellinaio, era un insegnante, un critico e un grande amico. Il suo carattere personale traspare negli squisiti coltelli che ha lasciato e nelle vite che ha toccato. Nei coltelli stessi, la bellezza, il fascino e l’incredibile maestria hanno fissato uno standard da emulare.
Ricordare il modo in cui viveva Jim ha motivato gli altri a seguire la via che aveva tracciato.
Jim-Schmidt-libro. Lo scopo di questo libro è quello di rendere omaggio alla vita e al lavoro di Jim Schmidt, fornendo a coloro che lo hanno conosciuto e che hanno ammirato la sua maestria nel corso degli anni un volume completo che cattura l’essenza della sua filosofia di vita e della produzione di coltelli mentre presentando anche il suo corpo di lavoro in fotografie vivide e rivelatrici e testi vivaci. Sebbene non sia più con noi, lo spirito di Jim sopravvive, e in qualche modo si spera che questo libro catturi qualcosa di quella persona unica, qualcosa della vita e dell’eredità del grande maestro, il gigante buono, l’incomparabile Jim Schmidt . Un eccezionale coltellinaio a sé stante.
Francesco Pachì si è affermato come uno dei principali fotografi al mondo di coltelli personalizzati. Il suo uso di luci, ombre e sfondi innovativi fornisce prospettive visive uniche e straordinarie sulle opere dei grandi coltellinai. Francesco ha dedicato il suo tempo, talento e tesoro alla produzione di questo libro che commemora la vita e l’opera dell’incomparabile Jim Schmidt. In queste pagine, ha svolto un lavoro ammirevole nel catturare la bellezza senza pari dell’eredità del grande maestro.